Sono stato a Lisbona in ferie una settimana.
Come sapete, sto cercando di diventare vegano, ovvero non mangio più carne, pesce e i suoi derivati (vedi formaggi e uova).
Ora, finché sono a casa me la so gestire: sostituisco tutto con soia e derivati. Si può trovare dall’affettato di soia al formaggio agli hamburger.
Ma andare in ferie… E’ improponibile.
Specialmente per me che ho alloggiato in un alberghetto e mangiavo fuori (dato che non c’era una zona ristorante).
È qui che ho trovato delle grosse difficoltà: magari non ci fate caso x’ non v’interessa, ma la maggior parte degli alimenti contiene sempre qualcosa di ‘animale’.
Anche solo un’insalata, contiene o formaggio o uova o tonno.
Peggio ancora, quando sono confezionati o già pronti è la fine!
E cmq, anche volendo stare lì a togliere formaggio, uova e tonno ogni volta, il problema è: dove le vado a prendere le proteine (che, x chi non lo sapesse, sono contenute negli alimenti animali e in derivati della soia e in legumi che di solito un ristorante non offre come portata).
Quindi ho dovuto infrangere il mio voto e mangiare un paio di volte uova e formaggio.
Però ho riflettuto su una cosa: in casi limiti non posso fare a meno di mangiare cibo derivato dalla tortura ed uccisione di animali (vi consiglio di leggere libri che parlano di come vengono allevati/torturati gli animali che mangiate ogni giorno: credo vi passerebbe la voglia di mangiarne ancora…).
Però ho trovato una soluzione, che se non risolve il problema almeno mi fa sentire un pelo più in pace con me stesso e la mia coscienza (ma solo un pelo): ho pensato di rivolgere una preghiera a colui che è morto ed è stato torturato per il cibo che sto mangiando.
Un po’ come chi ringrazia Dio per il cibo che ha nel piatto.
Io credo che prima di ringraziare Dio bisognerebbe ringraziare colui che sto per mangiare e ha sacrificato la vita per un cibo che, di base, potrei anche fare a meno.
Ed ecco quindi che mi sono dilettato a pensare ad una qualche preghiera da rivolgergli.
Non è ancora definitiva, ma a grandi linee recita: ‘ Ti chiedo scusa se per nutrirmi tu abbia sofferto e sia morto. Ti auguro che nella prossima vita tu possa avere un’esistenza più serena e felice di questa’.
Certo, questo non riporterà in vita l’animale ma almeno gli rendo giustizia.
E restando sull’argomento, ormai sono passati alcuni mesi da quando ho abbracciato questa scelta di vita.
Il mio fisico non ne risente. Anzi, sta meglio di prima.
E domando all’avis, i valori del sangue sono sempre sotto controllo: e sono perfetti.
Cmq, non è di questo che voglio parlare ma di quando qualcuno scopre che sono vegano.
Classica sua domanda: come mai questa scelta?
Sono stato sempre sul vago: etica, morale, rispetto per gli animali, so cosa gli danno da mangiare (e quindi cosa mangiamo).
Risposte di rito che dà ogni vegano.
Però stamattina ho avuto una flash-ata, un modo di rispondere che secondo me chiarisce appieno ciò che penso e provo riguardo a questo stile di vita e alle sue conseguenze.
Ecco una risposta che mi soddisfa appieno: ‘ Ipotizziamo che tu trovi un cane per strada, moribondo. Lo raccogli e lo porti dal veterinario. Il giorno dopo vai dal veterinario e lui ti dice che il cane è vivo, per merito tuo. Tu cosa provi? Sei felice, no? Cavoli, hai salvato un essere vivente da morte certa. Hai salvato una vita! Sarai sicuramente orgoglioso!! Ora, immagina che questa azione tu la fai ogni giorno, ogni mese, ogni anno. Tu pensa che non mangiando un coniglio un giorno tu l’abbia salvato. X’ in fondo è quello che hai fatto, no? Tu pensa se non hai mangiato una scatoletta di tonno: sai quanti pesci che hai salvato? Non ti farebbe stare meglio una cosa del genere?’.
C’è chi a questo punto subentra dicendo che ‘Se non lo mangi tu lo mangerei io il tuo animale risparmiato’.
E’ vero.
Ma vedila in questi termine.
Se io fossi carnivoro come te, mangeremmo DUE animali. Se io sono vegano, tu mangeresti solo il tuo animale. Il mio sarebbe sempre sopravvissuto.
Non è tutto meraviglioso???
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